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scritti
ago 2023 |  commento   








L'eliotropio e il formicaio
Il video creato sulla base di foto e riprese compiute a posteriori




Due sistemi viventi uno a fianco dell'altro accomunati da una somiglianza nascosta.


Come altre volte l'immagine fotografica non restituisce o stimola l'effetto immediato della prima occhiata. E stavolta la rielaborazione è stata veramente minima, pura registrazione documentaria o quasi. In un viottolo dell'orto un ingresso di formicaio e una piantina di Eliotropio selvatico stavano uno di fianco all'altra, diversi ma fulmineamente e misteriosamente affini.

La foto, o anzi un più appropriato video, dovevano essere fatti all'istante non dopo, anche se tentati ripetutamente per giorni, perché il traffico all'imbocco del formicaio è drasticamente diminuito dopo il primo incontro cosicché il video non restituisce il senso di quella chiazza scura tremolante della prima occhiata. Ruminando in seguito quella prima fantastica impressione ho realizzato pian piano quale fosse la misteriosa corrispondenza.
Sta tutto nel fatto che l'eliotropio è cosparso di tanti fiorellini lungo buona parte del suo corpo analogamente a quel complesso brulicante di formiche in entrata e uscita dalla tana. Non solo visivamente ma anche funzionalmente entrambi i sistemi sono composti di un gran numero di parti o disposte e agenti al fine di ottimizzare il sostentamento dei relativi organismi in rapporto con l'esterno tramite luce e nutrimento.

Ma limitandoci alla sola manifestazione visiva risalta subito la piccolezza e il gran numero di costituenti base, ciascuno impegnato a fare il suo per quell'intero di cui è esimo. Senza dimenticare la concentrazione in rapporto allo spazio. Quella miriade di formiche brulicanti all'imbocco diretti e provenienti da ogni dove all'intorno specchiano la miriade di fiorellini distribuiti il più possibile sulla pianta e indirizzati ovunque per catturare raggi solari da ogni provenienza.

Ma la cosa veramente allettante è che la più intima corrispondenza visiva tra i due enti consiste nel fatto che l'analogia si coglie per la pianta nella sua morfologia, mentre col formicaio per il tramite della cinetica del brulichio. Un'analogia basata su qualità di natura differente, un'analogia inter-qualitativa direi, un'affinità tra diversi non immediatamente percepibile, che per inciso in Retorica è proprio ciò che distingue la somiglianza delle metafore (manifeste) da quella delle analogie (nascoste).

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